View Colofon
Original text "Ik wil geen hond zijn" written in NL by Alma Mathijsen,
Other translations
Proofread

Maria Gaia Belli

Published in edition #2 2019-2023

Non voglio essere un cane

Translated from NL to IT by Olga Amagliani
Written in NL by Alma Mathijsen

Eliminare le pene d’amore, digito. Adesso deve finire. Vedo storie di persone, ma io non voglio storie, voglio soluzioni, non compassione. Trasformazione, digito. Secondo Google, la trasformazione è presente nella matematica e nella genetica. Scelgo la seconda, prendendo così la mia prima decisione. Sono stanca di questo corpo che è già stato baciato da troppe persone, che forse è stato rovinato, l’ho trattato senza scrupoli, con troppa leggerezza, deve sparire, cambiare, e in meglio. Trasformazione genetica. Sullo schermo lampeggia «dieta depurativa». Trasformati in una nuova versione di te. Un vaso da conserva pieno di un succo arancione, talmente acceso da sembrare quasi chimico. Accanto ci sono un mazzo di carote, delle mele lucenti e un paio di mirtilli che tentano la fuga. Clicco subito, 148 euro per 3 giorni. È troppo poco, voglio spendere di più. Voglio cancellare tutto, a questo punto meglio se anche tutti i miei soldi.

C’è un sito in cui posso creare il mio viso ideale, tiro gli angoli degli occhi verso il basso, ingrandisco le orecchie e gonfio le guance, è tutto inutile. Continuo ad avere l’aspetto di una donna che vuole scomparire. Credevo che sarebbe servito, assomigliare di più a come mi sento. È tutto inutile e, quando tutto è inutile, io me la prendo col computer. Sento il rumore dei tasti che mi vibrano sotto le dita, stringo i pugni e colpisco, il portatile vacilla sotto le mie mani, il ronzio aumenta a ogni botta, strizzo gli occhi e colpisco ancora più forte, mi viene voglia di strappare via lo schermo. Un suono così stridulo che mi afferro le orecchie. Apro piano gli occhi. Un cagnolino mi sta fissando. Ha gli occhi grandi e lucidi, si lecca una zampa e torna a fissarmi.

«Non avere paura» dice il cagnolino.

Non ho paura.

«Clicca qui» dice il cagnolino.

Sposto il cursore su una busta a destra della sua zampetta, e clicco. Il cagnolino abbaia con entusiasmo e poi scompare.

Offriamo una via d’uscita
A tutte le persone che da sole non ce la fanno più
A tutte le persone con il cuore in lacrime
A tutte le persone spezzate
Ti senti abbandonato?
Il tuo cuore è altrove?
In un posto che non riesci più a raggiungere?
Il tuo corpo è solo un involucro che ti fa pensare a tempi migliori?
Sei alla ricerca di qualcosa, proprio come migliaia di altre persone?
Non aspettare oltre
E inizia a trasformarti oggi stesso.

La voce svanisce. Non mi piace quando i siti mi rivolgono la parola, ma questa volta non spengo niente. Inserisco il mio indirizzo per il primo pacchetto, che è gratuito. Se lo ordini oggi, arriva già domani. Voglio cambiare tutto, meglio se correndo molti rischi.

La mia generazione non apre quando il campanello suona e non stai aspettando nessuno. Analizzo mentalmente le possibilità. Sono sicura al milione percento che nessuno dei miei amici verrebbe mai senza avvisare, non ci perdoneremmo mai una cosa simile. Insieme agli stimoli che entrano nelle nostre case in carne e ossa, è facile che si intrufoli anche un attacco di panico. A meno che. C’è un a meno che. A meno che non sia tu. È passato talmente tanto tempo che dovresti presentarti con dei grandi gesti. Suonare il campanello potrebbe essere un gran gesto. Tranne se è una zia. Qualcuno che non si preoccupa sul serio, ma che si rallegra se io non sto bene. Così può finalmente prendermi sotto la sua ala. È l’ultima cosa di cui ho voglia. In ogni caso hai subìto un danno, comunque tu la metta. Mi avvicino di soppiatto alla porta d’ingresso: io ho un citofono con la videocamera, sono abbastanza chic da averlo. Posso sbirciare senza che se ne accorgano. Alzo la cornetta senza fare rumore. Di colpo lo schermo si accende. C’è una ragazza con un completo marrone spento e un berrettino.

«C’è nessuno?»

Trattengo il respiro. Che possa vedermi? La videocamera funziona solo in un senso, ci giurerei. Solo io posso vedere quello che fa lei, non viceversa.

«Ho un pacchetto per lei».

Rilasso un po’ le spalle. Un pacchetto non è una visita. Un pacchetto può essere un gesto. Premo il pulsante blu.

Apro la porta. La ragazza ha un viso cordiale, gli occhi dello stesso colore del vestito, due fossette agli angoli della bocca. È appena troppo giovane per essere definita una donna, secondo me non ha più di diciannove anni. Anche se devo ammettere che sono pessima nel dare l’età.

«Le dispiace se entro un attimo per spiegarle un po’ di cose?»

Mi supera di scatto.

«Sono Nico.» Mi porge la mano.

Imbarazzata, gliela stringo.

«I miei genitori non amano le convenzioni.»

La sua borsa a tracolla dondola pesante, è un affare di nylon nero che le rimbalza sul sedere a ogni passo. Ne estrae un raccoglitore e un tablet e li tiene sollevati.

«Ci piace lavorare il doppio» dice ridendo, le fossette si trasformano in lunghe linee che le attraversano le guance. Soltanto adesso che la porta è chiusa, noto il suo odore: sa di animale, ha i pantaloni ricoperti di peli.

«Vuole sedersi?» chiedo meccanicamente. Caffè non ne ho più da un pezzo, potrei offrirle dell’acqua o del whisky.

«Preferisco stare in piedi», dice piazzando una natica sul mio tavolo.

«Partiamo sempre da una serie di trasformazioni ben riuscite.»

Sul suo tablet mi mostra una foto di un golden retriever tra le braccia di una donna. La donna ha un sorriso quasi estatico. Nico scorre verso destra. Un’altra foto di una nuova coppia. Adesso ci sono un uomo con i baffi e un jack russell. Anche loro hanno un’aria molto felice.

«Cominciamo dall’inizio.»

Estrae un paio di fogli dalla cartellina.

«Sono piuttosto disordinata, non lo dica al mio principale. Devo misurarle la pressione. Mi ricorda la sua età?»

Comincio a chiedermi se non abbia sbagliato indirizzo.

«Ah, ecco qui. Trentaquattro anni, allora in teoria non serve misurare la pressione. Anche se sarebbe meglio, così potremo fare delle caute previsioni sulla sua trasformazione. Non le prenda per oro colato, però.»

Se la ragazza non si siede mi siedo io, le sue parole mi stordiscono.

«Okay, misuriamo questa pressione? Non mi piace mica, eh? In generale non mi piace toccare la gente. Lì a volte la pelle è così morbida, non mi piace. Ma lei non è tanto vecchia, è giovane anzi, mi scusi, quindi non sarà un problema. Se preferisce che le dia prima le spiegazioni, si può fare, certo. A dire il vero, dovrei fare prima quello. Ecco, sto parlando di nuovo troppo, secondo il mio principale parlo troppo. Vabbè, comunque, prima le spiegazioni.»

Nico si scansa qualche ciocca di capelli dal viso, tira fuori una scatoletta dalla borsa.

«Sa già quando vuole iniziare?»

Dalla mia faccia deve aver capito che non ne ho idea.

«Fa lo stesso, può iniziare quando vuole. Però ho il dovere di avvisarla che il giorno prima deve rimanere a digiuno. A me sembra una gran seccatura, ma va bene, non sono io quella che si trasforma. Allora, il giorno dopo prende la prima pillola a stomaco vuoto, e insieme ci beve questa polverina. Ha un SodaStream? Fa abbastanza schifo, quindi a certa gente piace di più con le bollicine. Non so cosa dirle. Io butterei giù tutto d’un sorso, ma è questione di gusti. C’è chi riesce a dilatare la gola, lei ci riesce? In quel caso, io farei così.»

La sua voce passa in secondo piano, guardo la scatoletta delle pillole, cinque capsule trasparenti con dentro un liquido giallo.

«Cosa succede quando prendo la prima pillola?»

«Non più di tanto, il primo ciclo serve soprattutto a portare i valori a un livello più alto. Vitamine, antiossidanti, quelle cose lì. Nella seconda fase cominciamo con la scomposizione e poi nella terza fase demoliamo tutto quello che abbiamo costruito prima. Si sentirà molto male, suppongo che tutto questo l’abbia già letto, ma sono tenuta a comunicarlo di nuovo. Adesso faccio la brava consulente.»

Stringe le labbra e alza le spalle. Io non ho letto quasi nulla.

«Non mi è più permesso paragonarlo alla chemio, ma in pratica è uguale. Bum, addio sistema immunitario, facciamo saltare tutto, veleno nelle sue vene, giallo chimico, tutto questo succede da noi, abbiamo delle poltrone comode, certe volte mi ci siedo dopo il lavoro. Vabbè, comunque il party vero e proprio inizia solo dopo, nel momento in cui lei è più debole, subito prima c’è un attimo in cui può ancora ripensarci, si può ancora ritirare. Poi non si torna più indietro.»

Fa scivolare un foglio verso di me.

«Mi mette una firma qui?»

Ho piena consapevolezza dei rischi.

Non ho bisogno di vedere altro. Più rischi ci sono, meglio è. Metto la mia firma sotto la data, a grandi lettere svolazzanti.

«Grande» dice Nico. «Adesso è fatta.»

Mi stringe la mano.

«La prima consegna è gratuita. La prossima gliela porto io tra cinque giorni. I costi vengono addebitati automaticamente, ha firmato l’autorizzazione. Nella terza fase può ancora tirarsi indietro, devo aggiungere anche questo.»

Se ne va all’improvviso, proprio come è arrivata. Chiudo la porta alle sue spalle e sento in casa la presenza delle pillole, della polverina e dell’opuscolo. Mi precipito a guardare.

Proprio come molti altri, lei vuole diventare un cane. La vita di un cane è allegra e ricca di sorprese. La prevedibilità delle giornate non sarà più motivo di tedio, al contrario, la gradirà. I cani vedono il mondo in modo diverso, inoltre ricevono molto affetto dal loro padrone e per noi è proprio questo il punto. Noi siamo qui per le persone disdegnate dalla società, gli abbandonati, coloro che vengono messi da parte, i partner che non vogliono arrendersi. Quelli che sono ancora innamorati della persona cara che li ha lasciati. Chi non vede il cuore infranto come un capolinea. Perché non deve essere per forza così. Noi la guidiamo attraverso un processo di transizione, durante ogni nuova fase la assistono i nostri specialisti. Nessuno è costretto ad accettare le pene d’amore come un dato di fatto. Alla fine la ricongiungiamo con la persona amata. In quanto cane, potrà amare il suo partner senza limiti, guaire a piacimento per attirare l’attenzione, strusciarsi contro le sue gambe, potrete avventurarvi insieme nella natura incontaminata. Diventerà il compagno fedele della persona amata. Inseparabili e mai più senza amore. Il suo desiderio è la nostra missione.


In una foto una donna abbraccia un golden retriever; tento di leggere qualcosa negli occhi del cane. Ha le zampe appoggiate sul collo della donna, il muso tra i capelli. Scorro le pagine, le lettere si fanno più piccole.


Fusione

Quasi il 98 per cento dei nostri clienti che completano con successo la transizione alla fine si ricongiunge con la persona amata. A tale scopo chiediamo una certa pazienza da parte sua, non tutte le persone amate sono alla ricerca di un cane, o desiderano semplicemente averne uno. Spesso lei lo sa meglio di chiunque altro. Ci lavoriamo con discrezione. Qualora sia necessario iniettare alla persona amata un siero che rafforzerà il desiderio di un cane, il processo richiederà più tempo. A volte possono volerci mesi (anni, in alcuni casi), la preghiamo di tenerlo presente. Fortunatamente l’amore non si affievolisce in fretta, perciò l’importante è non mollare subito l’osso.

More by Olga Amagliani

Pesce piatto

Galleggio con il viso sott’acqua e resto calma. Non devo attirare l’attenzione, non devo sprecare energia. Basta stare ferma, così. Respirare piano, molto piano. Pluf! Salendo, le bollicine mi solleticano le guance. All’ultimo momento il mio corpo sarà scosso da un fremito, la pancia si contrarrà per costringere la bocca ad aprirsi e a quel punto, con calma e decisione, tirerò la testa fuori dall’acqua e prenderò una bella boccata d’aria. «Settantadue secondi!» griderà qualcuno. Questa è un’abilità che nella vita non ti porta da nessuna parte. Al massimo ti avvicina a te stessa. Sto sul f...
Translated from NL to IT by Olga Amagliani
Written in NL by Nikki Dekker

A casa

Il mulino, il sentiero che porta al fiume, il pozzo, i cavalli, le mucche e il grano. I secchi crepati colmi di pomodori rosso sangue, i barattoli da conserva ben chiusi con le verdure messe sottaceto per l’inverno. Lo stretto corso d’acqua del Severski Don, che cuce i campi uno all’altro, stringe la Russia all’Ucraina, tiene insieme la cartina come fa il mio bisnonno Nikolaj con le giacche che impuntisce con ago e filo. Il vento nelle vele del mulino, le ragazze del komsomol sulla piazza centrale del paese. Ballano. Si prendono a braccetto, si tengono in equilibrio l’una con l’altra inclinan...
Translated from NL to IT by Olga Amagliani
Written in NL by Lisa Weeda

Preparare un corpo

Ci sono mondi interi sotto la nostra pelle. Almeno, se posso fidarmi delle illustrazioni. A volte non ne sono sicura. Mi afferro la clavicola, che sporge all’infuori se sollevo le spalle. Lo faccio spesso. La clavicola è un osso forte, ma sottile. Potrei romperla. Magari non a mani nude, ma se ci sbatto contro qualcosa di pesante, quella scultura di pietra massiccia per esempio, si rompe di sicuro. Non serve molto per finire male. Basta mandare qualcosa di traverso una sola volta ed è fatta. Dove sono finiti i pezzi che si infilano nel buco sbagliato? Oltre alle tonsille che mi penzolano in f...
Translated from NL to IT by Olga Amagliani
Written in NL by Nikki Dekker

L'evoluzione di un dente

Ancora 47 notti L’igienista mi toglie il raschietto dalla bocca. «Vedi?» chiede, quasi orgoglioso. Sul raschietto c’è uno strato di saliva grigiastra. «Questo viene dalla tasca». Una strana parola per un buco tra la mia gengiva e l’ultimo molare. Una tasca dà l'idea di qualcosa di grande, qualcosa in cui puoi tenere le chiavi, magari anche del gel disinfettante o un telefono. Nella mia tasca ci sono solo dei resti di cibo triturato, vecchi di qualche mese. Poco dopo arriva anche il dentista e indica la mia mascella sullo schermo del computer. Il dente del giudizio in basso a destra si è...
Translated from NL to IT by Olga Amagliani
Written in NL by Alma Mathijsen

Calcare

Insomma, ci vuole un po’ di tempo perché si formi del calcare su un soffione della doccia come questo. Adesso che me ne sto appeso per metà nel corridoio e metà sulle scale, con il tubo della doccia avvolto attorno al collo, penso: se i miei amici avessero visto il bagno, avrebbero capito. Se fossero saliti tutti di sopra anche solo una volta, come Emma quel pomeriggio, avrebbero visto il soffione della doccia, avrebbero aperto e chiuso il rubinetto, avrebbero notato la parete di vetro della doccia sporca di calcare, i miei peli della barba rasati frettolosamente e abbandonati nel lavandino, e...
Translated from NL to IT by Olga Amagliani
Written in NL by Lisa Weeda
More in IT

Un’automobile dell’antica Grecia

Era un caldo giorno di giugno. Solo che allora non si diceva giugno, ma Θαργηλιών o Σκιροφοριών. Due figure si erano lasciate alle spalle le mura di Atene per fare una passeggiata nella natura lungo il fiume Illisso e sostenevano una conversazione amichevole. Parlavano soprattutto d’amore. Il ragazzo, il più giovane dei due, aveva portato con sé la trascrizione di un discorso, nel quale l’autore sosteneva che l’amore fosse un male, cosa a cui anche lui credeva. A dire il vero non faceva altro che citare quel discorso. L’uomo, il più vecchio dei due, in cuor suo non era d’accordo, ma l’entusia...
Translated from CZ to IT by Elena Zuccolo
Written in CZ by Ondrej Macl

Diário de uma Portuguesa em Angola

Per anni e anni sono stata bombardata da racconti sull’Angola. Racconti che andavano da un eccesso all’altro: da chi si innamora del paese e si sente subito a casa, a chi lo odia e non riesce in alcun modo ad adattarsi. Racconti incredibili, quasi da film, tanto che a noi che ascoltavamo non sembravano veri. Ho sempre pensato che fossero esagerati, come tutte le storie che, passando di bocca in bocca, si ingigantiscono. In questo caso, le bocche erano decisamente troppe. Per anni sono stata indecisa sul voler conoscere o meno un paese così mistico. C’erano momenti in cui pensavo fosse una met...
Translated from PT to IT by Elisa Rossi
Written in PT by Patrícia Patriarca

Il depuratore

Aspettava davanti ai box prefabbricati strofinandosi le mani congelate. In lontananza, due cormorani sfrecciarono sopra il fiume. Un istante dopo ricominciò a guardarsi intorno in tutte le direzioni e rilesse l’SMS che le era arrivato la sera prima. “Ciao Petra, operazione depuratore domani ore 8. Appuntamento al ponte, vicino ai prefabbricati. A.”. Prima che il display si spegnesse, lo rilesse altre tre volte. Il vecchio e il nuovo depuratore, che si spartivano le acque reflue dell’intera città, si ergevano uno dietro l’altro sull’isola, come se fossero le divinità del fiume. Mentre quello ...
Translated from CZ to IT by Elena Zuccolo
Written in CZ by Anna Háblová

Sinopse

A história que comecei a escrever tanto poderá tornar-se parte de uma antologia de contos breves – centrados em diferentes personagens ligadas entre si – como um fragmento de um romance young adult. Estamos no futuro próximo e, dentro de um chat de pais apreensivos, sucedem-se alarmismos e escândalos, fluindo em catadupa numa comunidade restrita, aparentemente atenta e justa, embora na verdade lívida de invejas e individualismos. Emerge com força – ao desenrolarem-se disputas, mentiras, poses e afirmações de pequenos poderes mesquinhos – a total incompreensão da vida emocional dos filhos por ...
Translated from IT to IT by Vasco Gato
Written in IT by Arianna Giorgia Bonazzi

Calcare

Insomma, ci vuole un po’ di tempo perché si formi del calcare su un soffione della doccia come questo. Adesso che me ne sto appeso per metà nel corridoio e metà sulle scale, con il tubo della doccia avvolto attorno al collo, penso: se i miei amici avessero visto il bagno, avrebbero capito. Se fossero saliti tutti di sopra anche solo una volta, come Emma quel pomeriggio, avrebbero visto il soffione della doccia, avrebbero aperto e chiuso il rubinetto, avrebbero notato la parete di vetro della doccia sporca di calcare, i miei peli della barba rasati frettolosamente e abbandonati nel lavandino, e...
Translated from NL to IT by Olga Amagliani
Written in NL by Lisa Weeda

Lampi

In una raccolta di saggi dal titolo Lo zen nell’arte della scrittura, Ray Bradbury scrive che dai ventiquattro ai trentasei anni trascorse il tempo a buttare giù liste di nomi. La lista diceva più o meno così: IL LAGO. LA NOTTE. I GRILLI. IL BURRONE. LA SOFFITTA. IL PIANTERRENO. LA BOTOLA. IL BAMBINO. LA FOLLA. IL TRENO NOTTURNO. LA SIRENA DELLE NEBBIE. LA FALCE. IL CARNEVALE. LA GIOSTRA. IL NANO. IL LABIRINTO DI SPECCHI. LO SCHELETRO. Ultimamente mi è successa una cosa simile. Ho vissuto in una famiglia che mi ha dato una buona educazione e un buon modo di stare al mondo ma ultimamente pen...
Written in IT by Sara Micello