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Ourselves and Others
Explore identity and connection through the body, family dynamics and self-reflection
По шинама
Banana generacija (De bananengeneratie: over het dubbelleven van Chinese Nederlanders van nu)
Eindelijk heb je een kamer voor jezelf
Miasto odłamków
Szczęśliwe zakończenie
la città in frantumi
grad od srče
Generația-banană: despre viața dublă a unui chinez-neerlandez
La cercacose: 44 (in)consueti oggetti da vicino e lontano
Come suggerisce il sottotitolo, il libro La cercacose contiene storie su 44 oggetti da vicino e lontano. La curiosa e variegata selezione, ordinata per temi, comprende sorprendenti chicche da tutto il mondo: stivali che arrivano dal Bhutan, mattonelle dai marciapiedi di Barcellona disegnate da Gaudí, bicchieri da vino dai Paesi Baschi, una spilla a forma di cuore da Sarajevo, espradrillas dai Pirenei, scarabei dall’antico Egitto, contenitori della spazzatura da New York, un pezzo del telo arancione proveniente dai The Floating Piers sul lago d’Iseo, un tintinnante drago sloveno, una mappa di Berlino Est e molti altri. Raccontando le storie di oggetti concreti, Ekaterina Petrova in realtà racconta anche dei luoghi da dove provengono – Küstendorf е Kathmandu, Lubiana e Louisiana, Belvedere e Bilbao, Selçuk e Central park – ponendoli contemporaneamente in un più ampio contesto linguistico, storico, antropologico e geografico. Astuta miscela fra diari di viaggio, saggi e racconti, i testi sono attentamente documentati e intessuti di aneddoti curiosi, ma inframmezzati dallo sguardo soggettivo dell’autrice, così come dalla sua personale biografia di viaggiatrice, traduttrice e cercacose. Elaborato artisticamente dall’occhio estetico di Lyuba Haleva, una delle più eminenti illustratrici bulgare contemporanee, l’impostazione grafica del libro è superba e con umorismo coglie l’anima e l’umore delle storie. In questo modo anche il libro stesso diventa un bell’oggetto carico di piacere e gioia, da leggere e rileggere, da avere e regalare.
Po kolejích
De bananengeneratie: over het dubbelleven van Chinese Nederlanders van nu
Pete Wu is een banaan. Althans, zo noemt zijn moeder hem liefkozend: ‘geel van buiten en wit vanbinnen’. Hij is een tweede generatie Chinese Nederlander, die midden in de Nederlandse samenleving staat. Toch wordt Pete ongewild herinnerd aan zijn anders-zijn. Door mensen die hem vragen waar hij nou écht vandaan komt. Of anders wel door de gemiddelde carnavalshit, Meneer Cheung uit Ik hou van Holland, of Gordon: ‘Wat ga je zingen? Nummer 39 met rijst?’ In De bananengeneratie gaat Pete in gesprek met ‘mede bananen’ die net als hij worstelen met hun Chinese Nederlanderschap. Hij praat met hen over generatieclashes, daten, discriminatie en eenzaamheid. En over het gevecht om jezelf te mogen zijn – bevrijd van clichés.
Cuando las mentiras se acumulan a toda velocidad
Final feliz
парченца град (schervenstad)
Коридор (Poluostrvo)
Nec mergitur
Srečen konec
Una declaración de dependencia