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ARRIVALS / GELIȘ (Medar)
В края
Těžká voda
Alameda Zorilor: el comienzo
La cercacose: 44 (in)consueti oggetti da vicino e lontano
Come suggerisce il sottotitolo, il libro La cercacose contiene storie su 44 oggetti da vicino e lontano. La curiosa e variegata selezione, ordinata per temi, comprende sorprendenti chicche da tutto il mondo: stivali che arrivano dal Bhutan, mattonelle dai marciapiedi di Barcellona disegnate da Gaudí, bicchieri da vino dai Paesi Baschi, una spilla a forma di cuore da Sarajevo, espradrillas dai Pirenei, scarabei dall’antico Egitto, contenitori della spazzatura da New York, un pezzo del telo arancione proveniente dai The Floating Piers sul lago d’Iseo, un tintinnante drago sloveno, una mappa di Berlino Est e molti altri. Raccontando le storie di oggetti concreti, Ekaterina Petrova in realtà racconta anche dei luoghi da dove provengono – Küstendorf е Kathmandu, Lubiana e Louisiana, Belvedere e Bilbao, Selçuk e Central park – ponendoli contemporaneamente in un più ampio contesto linguistico, storico, antropologico e geografico. Astuta miscela fra diari di viaggio, saggi e racconti, i testi sono attentamente documentati e intessuti di aneddoti curiosi, ma inframmezzati dallo sguardo soggettivo dell’autrice, così come dalla sua personale biografia di viaggiatrice, traduttrice e cercacose. Elaborato artisticamente dall’occhio estetico di Lyuba Haleva, una delle più eminenti illustratrici bulgare contemporanee, l’impostazione grafica del libro è superba e con umorismo coglie l’anima e l’umore delle storie. In questo modo anche il libro stesso diventa un bell’oggetto carico di piacere e gioia, da leggere e rileggere, da avere e regalare.
Живи плетове
Хей, момичета (It’s Both Heaven and Hell Here. Moldova: a Century of Lived History)
Pomarańczowe bloki
Mirallesovi
In The End (Koniec)
Metaphysical and blasphemous novel about the tragedy of war that never meets a clean end with a peace treaty. The war goes on, residing within its victims who carry it from one generation to the next.
Malwina, an exceptionally sensitive girl, experiences her grandmother’s wartime memories in her dreams. This makes her exist in two parallel realities at once: the 1940s Eastern borderlands and Siberia along the 1990s Poland. Those realities seep and bleed through one another, making Malwina a catcher of her survivor grandmother’s dreams, or perhaps a dybbuk who gives voice to the dead. To Malwina, the war persists, haunting her day and night alike. Poignant and piercing, Koniec is an impressively well-crafted prose.